Il Letal Peto...
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Vari giornali oggi riportano la notizia della morte di un novantenne in seguito ad una lite per una scoreggia di troppo.
La convivenza tra anziani, in particolare nelle case di riposo, risulta
spesso non facile, ma quello che rende “diversa” la notizia è la causa
del litigio.
Pare che il novantenne fosse dedito con assiduità a flatulenze e ciò,
alla lunga, ha esasperato il compagno di camera spingendolo ad
innescare un tafferuglio finito tragicamente (non è ancora chiaro se il
90enne sia morto per le conseguenze di un leggero trauma cranico o per
la cardiopatia di cui soffriva).
Se si fosse trattato di una lite per un altro qualsiasi futile motivo
(il volume della TV troppo alto, ad esempio) la notiziola avrebbe avuto
spicco solamente nella cronaca cittadina di Cineto Romano (il paese
della provincia di Roma dove è avvenuto il fatto), ma invece, grazie
alla “scoreggia” se ne sono occupati tutti i maggiori quotidiani
nazionali.
Chissà perché... ma il “peto” attrae.
Esiste una millenaria letteratura su questo fenomeno naturale (si
tratta di una scarica di anidride carbonica,idrogeno e metano combinati
con altri gas,spesso contenenti zolfo, derivanti da una digestione
problematica).
Nell’Antico Egitto il peto assurse addirittura al rango di divinità (veniva rappresentato con un bambino accucciato nell’atto di sganciare) ma senza arrivare a tanto, anche nei secoli seguenti, fu sempre guardato con condiscendenza se non con simpatia, al contrario del volgare “rutto”.
Senza giungere alla vera e propria passione per la flatulenza (ai limiti della perversione) ammessa da James Joyce e riscontrabile in questo brano tratto da una lettera alla moglie: “Io
penso, Nora, che riconoscerei dovunque le tue scoregge. Scommetto le
riconoscerei perfino in una stanza piena di donne che scoreggiano.
Fanno un rumore da ragazza, non come certe mogli ciccione che immagino
scoreggino umido e ventoso. Le tue sono improvvise, secche e sporche
come le farebbe un ragazza spiritosa, per gioco, di notte, in
dormitorio. Spero proprio che la mia Nora voglia farmele sul viso, sì
che io possa anche odorarle”, l’interesse riscontrato per l’argomento è tale, che esistono studi approfonditi del fenomeno.
Celebre è il Dizionario Parlante del Peto e Affini Tossici da cui traggo questa dotta classificazione, facendovi grazia dell’annesso sonoro:
-scoreggia Vulgaris
(normale)
scoreggia per ogni occasione, non particolarmente puzzolente,
particolarmente adatta per le passeggiate, non bisogna mollarla con
grande rabbia o enfasi perchè può ingannare:
da condividere con amici e parenti più stretti.
-scoreggia salonis phoetida
(pettaccio humilis)
tipica in ambienti chiusi, motivata dalla assenza di desiderio di
alzarsi e uscire per sganciarla da qualche altra parte:basta assumere
un aria ingenua, alzare poco la gamba e guardare gli antestanti con
malcelato disgusto in modo da deviare da sè i sospetti.
-scoreggia cum tusse dissimulatae
scoreggia dissimulata con colpi di tosse:rientra tra le pericolose
in quanto neccessita di appropriata spinta e buona coordinazione.
Tipica negli uffici, bar, cinema, insomma ambienti affollati dove anche
l'odore viene in fretta assimilato: un respiro a testa e la si fa
fuori.
-scoreggia humidis maculatae
Una delle peggiori: prende il nome dalle caratteristiche macchie che
lascia sulle mutande. Complica terribilmente la vita in quanto bisogna
cercare con urgenza un bidè per togliere le eccedenze e lavare i miseri
resti. Rimane comunque mimetizzata sulle mutande molto scure.
-scoreggia matutinis albae
Quale modo migliore per cominciare una giornata se non tirando una
bella scoreggia al caldo delle lenzuola appena apriamo gli occhi?
Vedrete con gioia il/la vostro/a compagno/a schizzare fuori dal letto
con rapidità e agilità inaspettate per uno/a appena sveglio.Chiamato
anche pettaccio egoistico perchè non c'è nessuno che lo voglia
condividere con voi.
-scoreggia humidae alonata
tipico nelle scuole, uffici, ambienti dove il deretano e costretto
al costante contatto con la sedia.Lascia un alone nelle mutande, tanto
più grande quanto più morbida è la sedia.
-scoreggia deflagrantae vulcanica
Probabilmente la più temuta e odiata.Nel tirarla si prova una
sensazione simile alla depilazione: è come se ci strapassero i peli del
culo con la ceretta.Ascoltala e chiamala pure come ti pare.
-Scoreggiae silenti tossicae
Si dividono in tre categorie:
-Luffa- ancora percepibile se pur vagamente dall'orecchio umano
è fortemente percepita dalle narici.Detta anche scoreggia del diavolo
sia per l'odore dello zolfo che per la domanda: cosa diavolo hai
mangiato?
-Loffa- completamente silente suscita una vivace ondata di
sdegnate proteste.Ideale sui tram, autobus, treni, metrò molto
affollati.Ne bastano due per trovare posto a sedere.
-Caloffa- silenziosissima e estremamente calda all'uscita, cosa
che ne favorisce la rapida diffusione. Gli effetti sono
terribili.Spesso neanche l'autore riesce a sopportarla.
Ma se lo sdoganamento del peto è stato celebrato in un noto spot di Dolce&Gabbana, c’è anche chi la pensa diversamente e agisce di conseguenza, come il geniale normanno Christian Poincheval, che dopo aver inventato la carta igienica a fumetti, ha ideato la pillola per rendere profumata la flatulenza.
Disponibile in 2 diversi aromi (menta e dragoncello) al costo di 6 € la confezione (da 60), la miracolosa pasticca abbatte inesorabilmente il fetore delle emissioni gassose profumandole con il vostro flavour preferito.
Oggi, che si discute se fornire tramite ASL il Viagra, converrebbe
tenere in considerazione anche questo nuovo prodotto che potrebbe
allietare la vita di molte persone.
E salvare vite umane…